martedì 26 maggio 2015

Il nuovo mondo

Le colline si stavano sgretolando sotto pioggi insistenti. acque cadevano dal cielo scuro con brevi intermittenze. Avevano reso inabitabile la costa e di quella che era una località balneare non rimaneva quasi nulla. Le insegne degli hotel affioravano dalla superficie annunciando un improbabile luna park subacqueo. La terra dei colli arrivava ormai al mare: una scogliera di fango. La gente aveva ormai abbandonato quei luoghi, troppo costoso sistemare le cose, troppo pericoloso aspettare le piene. le grandi vie di comunicazione erano state spazzate via, la ferrovia era stata inghiottita dal mare così come l'autostrada. la popolazione di quelle zone era migrata all'interno, causando disagi e sovrapopolamento. ma anche le strade interne erano difficilmente percorribili a causa dei continui smottamenti e i vari insediamenti si trovavano in una situazione d'isolamento sempre più grave. L'approvigionamento idrico era un gosso problema, l'acqua potabile era più preziosa dell'oro, l'energia elettrica razionata, il carburante era merce rara. Maledette piogge! ...e così mentre i suoi stivali affondano nel terreno fino alle ginocchia e interno a sè soltanto alberi marci, pensa a quella vecchia poesia che parla di una siepe che nasconde un infinito allo sguardo... un infinito di fango: nulla che urli, niente che biancheggi, che sia acqua, che sia terra, tutto è marrone.

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